domenica 20 gennaio 2013

Capitolo 10 

I consigli degli amici gay

Gli amici gay son pochi e molti di loro non sanno neppure che non sono tuoi amici, premesso che i consigli sono come l'acqua e si danno solo su richiesta, direi che le persone gaie a cui chiedo consigli possono riassumersi in una persona sola, gli altri, in virtù dei loro trascorsi si sentono di elargire le loro perle, chissà poi perché, caso vuole che un tempo "erano come te" anche loro! e quindi essendone usciti alla grande, di solito dimostrabile con eventi o fatti lampanti, possono condividere e vogliono condividere con te il loro infallibile metodo per uscire dalla crisi, come una succulenta ricetta del pan di spagna di cui le proporzioni degli ingredienti sono calibrate in maniera scientifica e immutabile ecco, anche loro hanno la ricetta per risolvere il tuo problema che come te, anche loro avevano. La realtà è che non conoscendomi non hanno la più pallida idea di cosa io sia e di conseguenza quello che è andato bene a loro non è detto che vada bene a me, del resto c'è chi ha bisogno del moment per far passare il mal di testa e chi gli basta una dormita.
Bene, detto ciò, cosa ha scatenato questo sfogo?
Esaminiamo il problema, il problema sono io naturalmente. E cosa mi accade? semplice, avrò 40 anni tra poco e non mi aspetta proprio nulla di buono.
Situazione economica di partenza, un disastro, che non vuol dire che non lavoro e non guadagno ma che qualunque cosa io riesca a fare nella vita, dovrò lavorare per le banche e avvocati con cui ci ha indebitati fino al collo mio padre, bene! Gli studi, un fallimento totale, non sarò mai e non mi interessa essere un architetto, ma non importa, perché tanto il 90% dei laureati in architettura fa tutto tranne quello per cui ha studiato. Sfera affettiva inesistente, sempre valida è la sacra regola di non attrarre nessuno se non ad almeno 500 km da dove si è, e la regola è costante ma anche mobile, ovvero se tu ti sposti lungo il pianeta, non ti avvicini, ad esempio, al soggetto a cui piaci, il raggio d'azione della rogna che ti sovrasta e che ha la sua origine in te, spinge via il soggetto che quindi lo porta di nuovo tangente alla circonferenza dell'enorme gigantesco cerchio di sfiga.
Perfetto, a questo punto subentra la crescente voglia risolutiva finale, ma ho il gatto, anzi è una gatta che in effetti è l'unica che soffrirebbe davvero la mia assenza, non tanto perché gli esseri umani non soffrirebbero, ma perché è l'unica che in effetti dipende in tutto e per tutto da me, io gli do da mangiare, io gli pulisco il culo, io la coccolo, io ci gioco a nascondino, io la metto a letto e l'accarezzo al suo risveglio. Un mio amico s'è tolto la vita qualche mese dopo la morte del suo cane, sto cominciando sul serio a capirne il motivo.  Ma vabé lasciando la soluzione finale a futuri picchi di negatività, vediamo che ho che non va secondo i miei amici, in effetti, come dicevo su prima, l'unico che è in grado sul serio di aiutarmi è uno solo, che non pretende di vivisezionare il mio cervello, ma si limita a farmi osservare alcune semplici regole della natura umana, avulse da ogni contesto moralizzante, ed è l'unica persona da cui trovo perpetuamente giovamento. Gli altri mi irritano e basta, hanno la ricetta perfetta e te la spiattellano dicendoti per filo e per segno come comportarti e cosa ti succede, bene, l'osservazione a me lampante, ma a quanto pare solo a me, è che, se a 40 anni non sono riuscito a cambiare nulla è perché, badaben badaben badaben non siamo uguali e non abbiamo metabolizzato gli stessi traumi, se proprio vogliamo far corrispondere pure degli improbabili simili eventi traumatici. Quindi cos'è che proprio non va in me? 
E' evidente che sono demotivato, ma perché?
-ragioniamo-
Lavoro? no! e questo non fa di certo bene all'autostima, allora cercati un lavoro! be in realtà io vivo dove lavoro ma in questo momento l'attività è ferma e si avvierà con la bella stagione.
Mi piace il mio lavoro? si! non è male, ma avrei preferito fare altro e non farlo qui magari.
Studio, ma poco, mi devo prendere una laurea che so già non mi servirà a nulla per molteplici motivi, primo perché sono troppo vecchio e nessuno mai mi darà lavoro in questo campo, secondo non mi piace neppure fare quello per cui avrei studiato.
Altro argomento spinosissimo la mia attività sessuale e affettiva, ormai è chiaro, dopo 5 anni di tentativi andati in totale fallimento, è lampante, prima si scopa, poi si riscopa, poi si ri ri scopa, fine, i rapporti umani sono solo uno spiacevole incidente che non fanno che guastare il sesso. E' falso naturalmente. E' solo la versione acida e distorta da parte di uno sfigato patologico. Osservando gli altri ho capito questo: vedi un tipo, dal vivo o in chat, la prima cosa che ti chiedi, anzi che ti devi chiedere è: in quanti orifizi è possibile mettergli il cazzo? se al secondo tentativo non si riesce a metterglielo nel culo cambia aria, oppure fattelo amico, che tanto servono sempre. Possibilmente dagli anche dei suggerimenti per migliorarlo, perché in fondo in fondo, è solo un povero cristo, ovviamente il povero cristo in questione sarei io, agli occhi dello scaricante, o meglio, di colui a cui sei riuscito a fargli perdere interesse nei tuoi confronti. E come accade ciò? purtroppo non è possibile raccogliere dati certi perché chi ti scarica non ti dirà mai che lo attizzi quando il pene rinsecchito di una mummia egizia, per cui vado per intuito, ipotizzandone i possibili motivi, il brutto è che spesso chi è preso in causa, legge anche questi scritti ma continua a non volerti parlare apertamente per "non farti soffrire". Giuro, lo so, tutto questo amore dovrebbe commuovermi, ma proprio non ci riesco, ma allora perché continuo ad averci a che fare con alcuni soggetti, visto che dissento dal loro modo di fare? sarà solitudine? sarà scarsa considerazione di se? dovrei "recidere i rami secchi?" suggerimento datomi da un ramo secco tra l'altro....  mmmah?? mmmbo?? probabilmente è la somma di tutti e due.
Il consiglio di Ivan, l'unico e solo confidente che mi sa far riflettere, è molto semplice e banale.
L'uomo ha delle esigenze che deve soddisfare, il lavoro, il sesso e gli affetti sono tra le più importanti, ma non sono le uniche naturalmente.
Tutte e tre queste cose devo poter essere soddisfatte sempre, perché se no la vita è una merda! non sempre è possibile avere tutte e tre buone, interagiscono tutte e tre sull'umore, ma non sempre sono soddisfatte pienamente, ma questo fa parte della vita e le cose vanno costruite passo passo, la riflessione di ivan era molto semplice, ognuno di noi ha naturalmente la necessità di scopare, perché si, le seghe son tanto belle, come noi non le sa fare nessuno, prolungare, intensificare il piacere, solo chi percepisce l'orgasmo e il coito crescienti etc etc, ...insomma, solo noi possiamo saperlo e possiamo guidare la mano senza sbagliare un colpo! bene, ma scopare è un'altra cosa, e il piacere che si prova è tanta tanta roba.
Ma siamo proprio sicuri che sappiamo tutti scopare? a giudicare dalle mie esperienze, no! o almeno io no di certo, innanzi tutto ci vuole un requisito indispensabile, ti si deve rizzare il cazzo al momento giusto e per il più lungo tempo possibile e in me cio non accade, per cui è fin troppo chiaro che ho le gambe già segate, per cui accettare qualunque proposta spendo che 90 su 100 farai cilecca non è molto incoraggiante, anzi non lo è affatto. Ma sono impotente? no o almeno non ancora, ma visto l'andazzo sarebbe solo un problema marginale se dovessi esserlo anzi forse mi metterei il cuore in pace e passerei a sto punto al piano B (ma solo dopo che sarà morto il gatto, no dai, scherzo....   forse!)
Quindi benché Ivan ha indiscutibilmente ragione, che il corpo, tanto come il cuore ha bisogno di essere soddisfatto e nella pratica del sesso non si arreca offesa alla dignità di nessuno e non si è individui amorali e depravati, io per questa ansia da prestazione sono impossibilitato a soddisfarmi. Purtroppo il cerchio si chiude qui, visto che l'unico modo che ho per romperlo è quello di impratichirmi ma vista l'impossibilità di farlo il cerchio rimane chiuso.

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