giovedì 28 giugno 2012

Capitolo 5 
SOLITUDINE O COMPROMESSO?

Da non innamorato nel presente ne mai in passato, mi sono sempre chiesto da cosa derivi il tradimento e da cosa si alimenti la fedeltà. Vedendo un po nella mia famiglia, nella pessima ciurma del ramo paterno si sono tutti rivelati dei gran traditori in nome del masculissimo soddisfacimento birillare, tutti, dal bisnonno all'attuale fratello maritato.
Perché io sono così maledettamente diverso? perché per me è inconcepibile una volta deciso di stare con una persona rispettarla con la fideltà? perché ho il maledetto vizio di interrompere o mettere in discussione una frequentazione (visto che di storie non ne ho mai avute) quando c'è qualcosa che non torna? perché mi butto a capofitto se sono convinto di una persona accendendo instantaneamente nell'altro le contromisure e la fuga? perché la spontaneità non è premiata? perché la sincerità è ripagata con il terrore o l'orrore a seconda dei casi, perché bisogna prendere in giro le persone, quando sai bene il fine che vuoi raggiungere?  perché bisogna tirarsela da fare schifo perché questo è l'unico modo di creare interesse?
La solitudine è il prezzo per la mia testardaggine a non essere come gli altri, sono solo o siamo solo noi poli negativi a pensarla così e a non provare nessunissima attrazione tra di noi? è giusto il compromesso per non rimanere soli quando la prima conseguenza è il tradimento?

mercoledì 20 giugno 2012

Capitolo 4
LA MIA STORIA. Parte terza.
L'outing (da da da daaaaaan ... dalla V di Beethoven)

Oh bene, siamo in un momento molto delicato, quando presi atto delle mie preferenze e dei miei gusti, ma sopratutto quando mi ruppi abissalmente i coglioni di stare sempre triste e sconsolato ...e  anche a bocca asciutta, decisi che era venuto il momento di mettersi in gioco, ora...  come fare?
Metà del lavoro in verità era già fatto, ovvero affrontare i miei, mia mamma era al corrente delle mie sedute e del motivo per cui andai a suo tempo, mio fratello, quello con cui ho un dialogo normale, pure, restava mio padre e l'altro mio fratello con cui non ho mai avuto un dialogo se non VAFFANCULOTESTADICAZZO con mio fratello e _______________(silenzio)_______________ con mio padre.
Alla fine dell'estate del 2008, con tutti presenti, che è cosa abbastanza rara, visto che uno è sempre in Brasile (fratellotestadicazzo) e l'altro in Scozia, con la complicità di mia mamma staniamo mio padre sull'uscio e gli spiattello più o meno crudemente la cosa. 
E giusto per citare quel capolavoro assoluto della cinematografia demenziale americana, vi svelo "Come lo feci" (il capolavoro è Frankenstein Jr)
Come lo feci
Dunque (la mia insegnate mi ha sempre rimproverato il fatto di iniziare un discorso con "dunque" ma tanto leggendo avrete già capito che il mio livello di italiano è rimasto a quello delle superiori e neppure fatte bene)...  Dunque, cucina, mio padre di fronte pronto a scappare in ufficio, mia madre sulla porta, Biagio! tuo figlio ti deve parlare! ...(umaronnamia si sarà detto) ma certo e son qui, che fù??

Io: Allora senti, ti ricordi no che sono stato in analisi per i miei seri dubbi sulla mia identità sessuale? anzi tanto lo so che lo sai, per cui passo a dirti che ho risolto la situazione, mi sento fuori dal tunnel, sereno e in pace con me stesso, quindi è questo che ti volevo dire, di stare tranquillo non angosciarti perché la situazione è in via di miglioramento.... 

Lui: Oh bene, mi fa piacere che.....  

Io: ....spetta non ho finito, nella fattispecie sappi che sono finocchio! 

Lui:...silenzio...
...risatina imbarazzata...
...mi stai prendendo per il culo?

Io: ma ti pare?

Lui: be dai non ti preoccupare, ti regalo un biglietto per il Brasile, li è pieno di belle donne così guarisci! 

Io: O_O'!!
...papà io non sono malato!

Lui: ...be comunque sia stai attento che sei dentro a un bel problema...

Io:  ...ma che problema? mi sa che il problema ce l'hai tu, a considerare questo un problema...

Lui ...no no, il problema è tuo, io sono normale!

Io: O_O' !!  (aridaglie, vabè lasciamogli il tempo di metabolizzare lo shoc)

dopo qualche giorno mi riaccompagna in aeroporto e mi fa "il discorsetto da padre a finocchio".
Senti Marco, sono contento che tu ora stia bene, mi devi lasciare il tempo di assorbire la cosa, sai io sono un uomo all'antica, con certi valori, ora tu hai il diritto di cercare la tua strada, però mi raccomando..... (pausa e attimo di silenzio)   .....discrezione! quasi sussurrato  -_-' .
Senti papà, non ci penso manco per niente! fattene una ragione.

Detto ciò, una volta giunto a Firenze, dovevo un attimo vedere come avvisare gli amici e i conoscenti, lo dico agli amici stretti? e il resto chi se ne frega? lo dico a tutti? e da chi inizio? che palle!! Lo faccio via mail, e ci metto tutti, vai!
Apro la posta elettronica e intitolo la mail
"Il Messaggione"
(ve lo copio e lo incollo pari pari)

Salve a tutti, vi volevo informare di una cosa per me molto importante, dopo un anno di psicofarmaci tre di psicoterapia, cinque di lunghe e sofferte riflessioni ho deciso di denunciare la mia omosessualità a tutto il mondo e ai miei (appena fatto con conseguenze direi normali) all'inizio si pensava fosse dovuto a cattive esperienze adolescenziali, ma quelle hanno solo determinato più confusione che altro, sono proprio finocchio in tutto e per tutto! Detto ciò mi scuso con gli amici più stretti con cui avrei dovuto parlare faccia a faccia, ma volevo evitare l'effetto passaparola con cui non sarei riuscito a capire se la persona che mi stava d'avanti sapesse o meno, così sapete tutti e tutti sapete che tutti sanno.
Non occorre rispondiate alla mail e non è una catena di Sant'Antonio quindi se non inoltrate la mail a quanti più amici possibile non sarete colpiti dal terribile morbo dell'omosessualità.
A presto 
M

Bellino e? ;)

Seguirono valanghe di commenti e risposte, non ve le trascrivo ma tutte tranne due furono di congratulazioni e sostegno, quelle due non furono ne negative ne denigratorie ma nettamente non condividevano il mio gesto così eclatante. 
Cos'è, hai paura dell'accettazione sociale?
indubbiamente ha avuto il suo peso
oppure
Che bisogno c'é, la sessualità è roba privata
indubbiamente è vero anche questo, purché la sessualità sia privata e non nascosta.
Insomma tutto sommato andò bene pure la fase due.

lunedì 18 giugno 2012

Capitolo 3 
LA MIA STORIA 
Parte seconda, adolescenza e maturità.

Ordunque eravamo rimasti alle piacevoli e traumatiche esperienze infantili, purtroppo per risparmiare sui libri di testo, mamma e papà (in verità solo mamma) decidono di mettermi nella stessa sezione che precedentemente frequentò mio fratello Daniele e quindi persi tutti i miei compagni di elementari che erano da tutt'altra parte, poco male, con quasi tutti non avevo rapporti e lì conobbi altri compagni di classe con cui continuavo a non avere rapporti, juhu  -_- . Sostanzialmente tutto filò abbastanza liscio fino al primo anno di 'superiori', ITG Napoleone Colajanni di Riposto (CT) un po dei soliti bulletti coglioni ma paradossalmente quello che mi squassò l'equilibrio non furono le piccole angherie dei coetanei geometri ma da un tal Massimiliano che molto più sveglio e precoce di me capì subito da che parte stare e quindi si butto a capofitto a sperimentare le prime pratiche sessuali...   e proprio da me doveva iniziare?? porco giuda! non mi poteva lasciare nel mio innocuo torpore adolescenziale? no!
Insomma per farvela breve facciamo un po di sesso, robetta nulla di che, chi è del campo sa di cosa parlo, solo che magari se ti lavassi sarebbe anche meglio no? insomma il trauma venne vuoi per la novità, la curiosità, santa madre chiesa e la puzza immonda del suo uccello che ha fatto il resto, così passo qualcosa come un ventennio a negarmi ogni possibile indagine sui miei gusti e sulle mie necessità amorose e fisiologiche.
Il desiderio di finire sotto al Partenone scosso da un sisma apocalittico venne sempre più assillante, così dove vuoi che vada a finire?  bravi! dall'analista.
Che riesco a infinocchiare così bene che mi consiglia vivamente di percorrere la strada dell'eterosessualità, ovviamente un analista serio non ti direbbe mai ciò, ma forse qui ho anche io la mia parte di responsabilità, insistetti perché non avendo più soldi dovevo terminare le sedute e chiesi un opinione, ci sta pure che lei si sia comportata in maniera professionale e che io abbia travisato tutto. Comunque sta di fatto che passai altri 5 anni a rimuginare sui consigli, continuai a non battere chiodo e ovviamente a non provare nessuna attrazione verso il femminile. Fino a che sostanzialmente mi ruppi ben bene i coglioni e son passato all'azione, nella parte terza.

domenica 17 giugno 2012

Capitolo 2 
LA MIA STORIA. Parte prima, infanzia.



Nacqui in terra di Sicilia, che tra mafie e mentalità retrograda non è che sia il massimo per crescere in equilibrio e apertura mentale, ma fortuna volle che il posto dove sono cresciuto sia molto frequentato e molto turistico ovvero nelle ridenti cittadine di Taormina e Giardini Naxos. Taormina nella storia fu molto frequentata dell'elite, possiamo dire anche di tutto il mondo, colta, disinibita e spudorata, divenne un rifugio per omosessuali, dive e divi in cerca di bellezza e anonimato. Insomma un vero puttanaio.
Giardini invece è un puttanaio nell'accezione moderna del termine, sviluppatasi col boom edilizio degli anni '60 da tranquillo paesino di pescatori s'è trasformato in un colosso turistico pieno di alberghi e ristoranti, spesso di pessima qualità, per il turismo di massa, appunto un puttanaio (accezione moderna).
Insomma dopo le solite cose dell'infanzia, ovvero maestri elementari violenti e dittatoriali che a detta loro ti volevano e ti dimostravano un gran bene, che per 5 anni attuavano la strategia del terrore con marce militari allo stadio e bacchettate in testa e sulle mani, la Montessori probabilmente era considerata una montuosità appenninica....  comunque, il mio fragile cervello da infante... mi viene in mente il piccoletto di Ai (intelligenza artificiale di Steven Spielberg) in cui la madre attuando una manovra irreversibile, rendeva gli imprinting al piccoletto definitivamente formanti, solo che io non avevo un fratellino che rischiavo di ammazzare per troppo amore, casomai il contrario e manco per amore...  ma vabé la storia della mia famiglia la riserbo per un'altra volta....   dunque, il mio cervello da infante ne fu ovviamente deviato da tutta questa violenza educativa, ma nonostante ciò furono gli anni più belli proprio per quell'unico pregio di cui godono tutti i bambini, nel metabolizzare e assorbire le violenze, mi limito alle violenze che in passato erano considerate lecite ed educative, gli abusi sessuali e la violenza fisica pesante, quella no, non credo possa mente infantile difendersi da quell'abominio, insomma li il mio compagnuccio di banco preferito, tal Alessandro, piccolo e bello, manco a saperlo fu il mio primo amore, per gioco facevamo un po tutto e sperimentavamo piccole cose innocenti ma che col senno di poi concludono un cerchio interessante, insomma ci chiedemmo un bel dì di cosa potesse sapere la lingua, tutti i gusti passavano da li, ma quella stessa cosa rossa, morbida, calda, umida, piatta e appuntita che gusto aveva? be in un batter d'occhio non fu necessario neppure che proseguissimo in parole, allungammo le nostre lingue che si unirono ad assaggiarsi, bleach che schifo era amara, ok esperimento fatto, passiamo al prossimo esperimento...
Capitolo 1 
IL PERCHÉ.

Salve!
Questo è il mio primo scritto nel mio primo blog, che spero non diventi un blob o un flop, chissà, forse si!!
Dunque... perché ho chiamato il mio blog il settimo gingillo? non so, l'intenzione è nata per usare sto coso per scrivere i miei pensieri scorretti, di parte, inconcludenti, contraddittori, faziosi, moralisti, disinibiti, truculenti, zozzi ma sopratutto a sfondo sessuale. Per cui c'entra il gingillo cioè il pene, ma poi dovevo arricchire il titolo in qualche modo e da pene son passato da tutti i sinonimi e apostrofazioni varie, minchia, cazzo, nerchia, pistolino, terza gamba, sventra papere (ma qui si prendeva in sostanza solo la versione etero, poichè per papera si intende la vagina, quindi non va bene) cetriolo, mazza, o pesce e poi tutte le varie declinazioni regionali, infinite, colorite e pittoresche.
Perché settimo? be avendo trovato gingillo, una connotazione tipica di un oggetto insieme trastullo piacevole e prezioso, utile ma spesso sottoutilizzato e di cui si vorrebbe farne un uso maggiore; insomma, mi pareva logico per il titolo andare per assonanza con il settimo sigillo basato sulla meno nota opera teatrale (con altro titolo) ma film celeberrimo del regista svedese Bergman, e così eccovi "Il settimo gingillo" e poi il sette è un numero magico e misterioso, un numero compreso nei primi dieci e in cui praticamente non si riescono a contare neppure tutte le mie storie importanti, che in teoria sarebbero 0 visto che non ne è durata neppure una per più di tre settimane consecutive (lorde) ma ancora sono giovane ho solo quarant'anni...