Capitolo 5
SOLITUDINE O COMPROMESSO?
Da non innamorato nel presente ne mai in passato, mi sono sempre chiesto da cosa derivi il tradimento e da cosa si alimenti la fedeltà. Vedendo un po nella mia famiglia, nella pessima ciurma del ramo paterno si sono tutti rivelati dei gran traditori in nome del masculissimo soddisfacimento birillare, tutti, dal bisnonno all'attuale fratello maritato.
Perché io sono così maledettamente diverso? perché per me è inconcepibile una volta deciso di stare con una persona rispettarla con la fideltà? perché ho il maledetto vizio di interrompere o mettere in discussione una frequentazione (visto che di storie non ne ho mai avute) quando c'è qualcosa che non torna? perché mi butto a capofitto se sono convinto di una persona accendendo instantaneamente nell'altro le contromisure e la fuga? perché la spontaneità non è premiata? perché la sincerità è ripagata con il terrore o l'orrore a seconda dei casi, perché bisogna prendere in giro le persone, quando sai bene il fine che vuoi raggiungere? perché bisogna tirarsela da fare schifo perché questo è l'unico modo di creare interesse?
La solitudine è il prezzo per la mia testardaggine a non essere come gli altri, sono solo o siamo solo noi poli negativi a pensarla così e a non provare nessunissima attrazione tra di noi? è giusto il compromesso per non rimanere soli quando la prima conseguenza è il tradimento?
sei così perchè sei donna
RispondiEliminaBene, vedo che siamo in due a pensarla così! :)
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