lunedì 18 giugno 2012

Capitolo 3 
LA MIA STORIA 
Parte seconda, adolescenza e maturità.

Ordunque eravamo rimasti alle piacevoli e traumatiche esperienze infantili, purtroppo per risparmiare sui libri di testo, mamma e papà (in verità solo mamma) decidono di mettermi nella stessa sezione che precedentemente frequentò mio fratello Daniele e quindi persi tutti i miei compagni di elementari che erano da tutt'altra parte, poco male, con quasi tutti non avevo rapporti e lì conobbi altri compagni di classe con cui continuavo a non avere rapporti, juhu  -_- . Sostanzialmente tutto filò abbastanza liscio fino al primo anno di 'superiori', ITG Napoleone Colajanni di Riposto (CT) un po dei soliti bulletti coglioni ma paradossalmente quello che mi squassò l'equilibrio non furono le piccole angherie dei coetanei geometri ma da un tal Massimiliano che molto più sveglio e precoce di me capì subito da che parte stare e quindi si butto a capofitto a sperimentare le prime pratiche sessuali...   e proprio da me doveva iniziare?? porco giuda! non mi poteva lasciare nel mio innocuo torpore adolescenziale? no!
Insomma per farvela breve facciamo un po di sesso, robetta nulla di che, chi è del campo sa di cosa parlo, solo che magari se ti lavassi sarebbe anche meglio no? insomma il trauma venne vuoi per la novità, la curiosità, santa madre chiesa e la puzza immonda del suo uccello che ha fatto il resto, così passo qualcosa come un ventennio a negarmi ogni possibile indagine sui miei gusti e sulle mie necessità amorose e fisiologiche.
Il desiderio di finire sotto al Partenone scosso da un sisma apocalittico venne sempre più assillante, così dove vuoi che vada a finire?  bravi! dall'analista.
Che riesco a infinocchiare così bene che mi consiglia vivamente di percorrere la strada dell'eterosessualità, ovviamente un analista serio non ti direbbe mai ciò, ma forse qui ho anche io la mia parte di responsabilità, insistetti perché non avendo più soldi dovevo terminare le sedute e chiesi un opinione, ci sta pure che lei si sia comportata in maniera professionale e che io abbia travisato tutto. Comunque sta di fatto che passai altri 5 anni a rimuginare sui consigli, continuai a non battere chiodo e ovviamente a non provare nessuna attrazione verso il femminile. Fino a che sostanzialmente mi ruppi ben bene i coglioni e son passato all'azione, nella parte terza.

domenica 17 giugno 2012

Capitolo 2 
LA MIA STORIA. Parte prima, infanzia.



Nacqui in terra di Sicilia, che tra mafie e mentalità retrograda non è che sia il massimo per crescere in equilibrio e apertura mentale, ma fortuna volle che il posto dove sono cresciuto sia molto frequentato e molto turistico ovvero nelle ridenti cittadine di Taormina e Giardini Naxos. Taormina nella storia fu molto frequentata dell'elite, possiamo dire anche di tutto il mondo, colta, disinibita e spudorata, divenne un rifugio per omosessuali, dive e divi in cerca di bellezza e anonimato. Insomma un vero puttanaio.
Giardini invece è un puttanaio nell'accezione moderna del termine, sviluppatasi col boom edilizio degli anni '60 da tranquillo paesino di pescatori s'è trasformato in un colosso turistico pieno di alberghi e ristoranti, spesso di pessima qualità, per il turismo di massa, appunto un puttanaio (accezione moderna).
Insomma dopo le solite cose dell'infanzia, ovvero maestri elementari violenti e dittatoriali che a detta loro ti volevano e ti dimostravano un gran bene, che per 5 anni attuavano la strategia del terrore con marce militari allo stadio e bacchettate in testa e sulle mani, la Montessori probabilmente era considerata una montuosità appenninica....  comunque, il mio fragile cervello da infante... mi viene in mente il piccoletto di Ai (intelligenza artificiale di Steven Spielberg) in cui la madre attuando una manovra irreversibile, rendeva gli imprinting al piccoletto definitivamente formanti, solo che io non avevo un fratellino che rischiavo di ammazzare per troppo amore, casomai il contrario e manco per amore...  ma vabé la storia della mia famiglia la riserbo per un'altra volta....   dunque, il mio cervello da infante ne fu ovviamente deviato da tutta questa violenza educativa, ma nonostante ciò furono gli anni più belli proprio per quell'unico pregio di cui godono tutti i bambini, nel metabolizzare e assorbire le violenze, mi limito alle violenze che in passato erano considerate lecite ed educative, gli abusi sessuali e la violenza fisica pesante, quella no, non credo possa mente infantile difendersi da quell'abominio, insomma li il mio compagnuccio di banco preferito, tal Alessandro, piccolo e bello, manco a saperlo fu il mio primo amore, per gioco facevamo un po tutto e sperimentavamo piccole cose innocenti ma che col senno di poi concludono un cerchio interessante, insomma ci chiedemmo un bel dì di cosa potesse sapere la lingua, tutti i gusti passavano da li, ma quella stessa cosa rossa, morbida, calda, umida, piatta e appuntita che gusto aveva? be in un batter d'occhio non fu necessario neppure che proseguissimo in parole, allungammo le nostre lingue che si unirono ad assaggiarsi, bleach che schifo era amara, ok esperimento fatto, passiamo al prossimo esperimento...
Capitolo 1 
IL PERCHÉ.

Salve!
Questo è il mio primo scritto nel mio primo blog, che spero non diventi un blob o un flop, chissà, forse si!!
Dunque... perché ho chiamato il mio blog il settimo gingillo? non so, l'intenzione è nata per usare sto coso per scrivere i miei pensieri scorretti, di parte, inconcludenti, contraddittori, faziosi, moralisti, disinibiti, truculenti, zozzi ma sopratutto a sfondo sessuale. Per cui c'entra il gingillo cioè il pene, ma poi dovevo arricchire il titolo in qualche modo e da pene son passato da tutti i sinonimi e apostrofazioni varie, minchia, cazzo, nerchia, pistolino, terza gamba, sventra papere (ma qui si prendeva in sostanza solo la versione etero, poichè per papera si intende la vagina, quindi non va bene) cetriolo, mazza, o pesce e poi tutte le varie declinazioni regionali, infinite, colorite e pittoresche.
Perché settimo? be avendo trovato gingillo, una connotazione tipica di un oggetto insieme trastullo piacevole e prezioso, utile ma spesso sottoutilizzato e di cui si vorrebbe farne un uso maggiore; insomma, mi pareva logico per il titolo andare per assonanza con il settimo sigillo basato sulla meno nota opera teatrale (con altro titolo) ma film celeberrimo del regista svedese Bergman, e così eccovi "Il settimo gingillo" e poi il sette è un numero magico e misterioso, un numero compreso nei primi dieci e in cui praticamente non si riescono a contare neppure tutte le mie storie importanti, che in teoria sarebbero 0 visto che non ne è durata neppure una per più di tre settimane consecutive (lorde) ma ancora sono giovane ho solo quarant'anni...